Caffè scaduto: fa male? Si può utilizzare in qualche modo?

Caffè scaduto fa male si può utilizzare

Il caffè scaduto non fa male e in questo articolo vi spiegherò il perché. È pur sempre vero che, però, se sono passati mesi dalla data di scadenza è molto probabile che la miscela non abbia più né il profumo né l’aroma di un tempo.

Perché il caffè scaduto non fa male

Quando ci riferiamo alla scadenza degli alimenti, è importante fare una distinzione tra i prodotti che riportano la dicitura “da consumare entro” e quelli che invece “preferibilmente” andrebbero consumati entro la data indicata.

Nel caso di prodotti freschi ad esempio, è importante rispettare le indicazioni riguardanti la data di scadenza, perché l’alimento potrebbe sviluppare cariche batteriche o muffe nocive per la salute.

Negli altri casi, come quello del caffè, la data è orientativa, ma semplicemente perché più passa il tempo e meno il caffè mantiene il suo profumo e il suo aroma inconfondibile. Nessun rischio per la salute dunque: bere un caffè scaduto non fa male, ma di certo non sarà il più buono di sempre.

D’altronde sottolineo che, se conservato male, perderà l’aroma e il suo sapore anche prima della data di scadenza. Il caffè in polvere (LINK), una volta aperto, va utilizzato nel minor tempo possibile, e va tenuto in un luogo fresco e asciutto, né in frigo e neppure accanto a fonti di calore dirette.

Il barattolo (o il cofanetto) migliore da utilizzare per la sua conservazione è quello di latta, che si chiude bene e protegge il caffè macinato dalla luce e dall’umidità.

Tre barattoli di latta ideali per conservare il caffè

Se quindi trovate una confezione di caffè scaduto oppure una busta di capsule (LINK) o cialde (LINK), il consiglio è di verificare lo stato di conservazione, per decidere se continuare a berlo oppure no.

Osservate il caffè per individuare eventuali grumi causati dall’umidità e, in caso contrario, provate a fare un caffè con la moka oppure con la macchina del caffè. Infatti testare in prima persona è l’unico modo per capire se l’aroma è ancora buono e persistente.

E se proprio questo caffè non sa di niente? Allora è il caso di riciclarlo.

Caffè scaduto: usi alternativi per riciclarlo

È ormai risaputo che i fondi di caffè sono rifiuti organici preziosi, soprattutto come concime per la cura del verde domestico. Ma anche la polvere stessa del caffè si può utilizzare direttamente, per ottenere benefici in più di una situazione.

La polvere di caffè macinato è molto efficace per:

  • Tenere lontane le formiche;
  • Concimare il terreno di piante o fiori;
  • Assorbire i cattivi odori del frigorifero, se posizionata in una ciotolina aperta;
  • Preparare tinture naturali da utilizzare sia come impacchi per capelli che per tingere i tessuti
  • Fare degli impacchi per contrastare la cellulite (la caffeina è nota per favorire il microcircolo e ridurre la ritenzione idrica);
  • Eliminare odori sgradevoli dalle mani. Dopo aver pulito l’aglio ad esempio o la cipolla, strofinate le mani con la polvere del caffè e poi lavatele;
  • Proteggere aghi e spilli dalla ruggine. Motivo per cui potete realizzare dei portaspilli fai-da-te e riempirli con polvere di caffè;
  • Pulire il caminetto. La polvere di caffè è un valido aiuto per evitare che la cenere si sollevi quando lo pulite. È sufficiente cospargere la polvere sul fondo del camino e poi raccogliere il tutto con l’apposita scopa o con l’aspirapolvere;
  • Esfoliare il corpo, meglio se con l’aggiunta di un po’ di olio d’oliva;
  • Rimuovere lo sporco dalle pentole o dai fornelli, se amalgamata al detersivo per piatti.

Infine, se il caffè ha solo perso un po’ di aroma ma è ancora profumato, si può utilizzare in cucina per la preparazione di dolci come torte, biscotti, gelati o anche sorbetti e granite.