Caffè con la moka: come farlo da manuale

Caffè con la moka come farlo

In tanti non si sentono soddisfatti (o non sono in grado) del caffè fatto con la moka, la caffettiera brevettata da Alfonso Bialetti, tant’è che negli ultimi anni è aumentata in maniera considerevole la vendita di macchine per il caffè elettroniche(LINK) e automatiche (LINK).

Perché non darle però una seconda possibilità?

Imparare a usare questa speciale caffettiera, conosciuta e venduta in ogni angolo del pianeta, non è affatto difficile. Esistono dei passaggi da memorizzare, pochi e semplici.

Saltarne uno vuol dire non riuscire a fare il caffè o farne uno terribile al palato; ricordarli tutti ed eseguirli diligentemente sarà il tuo successo, al contrario, con tutti gli amici e i parenti che verranno a farti visita a casa.

Detto questo, ecco come fare il caffè con la moka correttamente.

Come fare il caffè con la moka

Uno dei rischi che quasi tutti corrono quando provano a usare la moka è quello di bruciare il caffè. Questo succede, o perché si dimentica la caffettiera sul fuoco e non si spegne il fornello al momento giusto, oppure perché non si è messa abbastanza acqua nella camera predisposta, che è la parte inferiore della moka.

Un buon caffè ha bisogno di attenzione, ma un caffè eccellente ha pure bisogno delle giuste proporzioni.

Quanta acqua usare?

Versamento dell'acqua nella moka

La giusta quantità di acqua già fa la differenza. Si calcola in proporzione alla quantità di caffè in polvere inserita all’interno del filtro dosatore. In pratica, per ogni grammo di caffè vanno aggiunti dieci grammi di acqua.

A questo passaggio le prime volte bisognerà prestate maggiore attenzione, ma non preoccuparti perché dopo un po’ di pratica “acquisirai l’occhio”, e questo sarà un grande vantaggio.

Per quanto riguarda la temperatura dell’acqua ti devo dire, per onestà intellettuale, che non tutti la pensano allo stesso modo: alcuni sostengono con convinzione che la soluzione migliore è quella di utilizzare l’acqua preriscaldata e questo suggerimento ha uno scopo preciso: ridurre la tempistica dell’estrazione.

Altri sostengono, me compreso, che bisognerebbe usare solo acqua fredda e il motivo è molto semplice: evitare che questa entri in contatto con la polvere ad una temperatura troppo alta. Non bisogna sottovalutare questo fattore, perché potrebbe succedere che l’acqua tiri fuori più amaro, andando a compromettere seriamente i sentori olfattivi più importanti.

Quanta polvere di caffè usare?

Giusto quantitativo di polvere di caffè nella moka

Per quanto riguarda il quantitativo di caffè nel filtro, considerate che per 3 tazzine di caffè si usano mediamente 15 g di polvere, quindi regolatevi di conseguenza eseguendo una semplice proporzione.

Assolutamente non pressare il caffè, ma non creare neanche la montagnetta: una volta posizionata la polvere, dai dei leggeri colpi per togliere gli spazi di aria dentro il filtro e soprattutto per distribuirla in modo omogeneo.

Gestione della fiamma

Per quanto riguarda la fiamma ricordati di accenderla a fuoco medio: molti fanno l’errore di portare la moka sulla fiamma a fuoco alto per risparmiare tempo, ma cosi facendo il caffè non si estrarrà nella maniera migliore.

Moka sul fuoco a fiamma contenuta

Altra cosa importante: il caffè non dovrebbe mai uscire dalla moka “eruttando” come se fosse un vulcano, quindi nel caso in cui succedesse la prima cosa da fare sarebbe lo spegnere la fiamma (sarebbe opportuno spegnerla un attimo prima che inizi ad eruttare)

A questo punto la preparazione del caffè con la moka può considerarsi terminata.

Altri consigli da seguire

Ti ho mostrato come fare la moka, ora ricordati di mescolare il caffè prima di servirlo e questo per un motivo molto semplice: l’estrazione stratifica in una maniera disomogenea le sostanze che sono disciolte nella bevanda, nel senso che una parte è più acida e l’altra più amara.

Ultimo consiglio: pulisci la moka correttamente, in modo che vengano rimossi gli oli e i residui di polvere: soprattutto i primi, se non vengono eliminati, possono compromettere il gusto della bevanda nelle preparazioni successive.